Perché alcuni moduli fotovoltaici si degradano più velocemente di quanto si pensi

Perché alcuni moduli fotovoltaici si degradano più velocemente di quanto si pensi

25 agosto 2025

Perché alcuni moduli fotovoltaici si degradano più velocemente di quanto si pensi

I moduli fotovoltaici sono progettati per durare decenni, eppure una delle cause più comuni di calo delle prestazioni passa spesso inosservata: le microfratture. Invisibili a occhio nudo e rilevabili solo attraverso i test di elettroluminescenza (EL), queste minuscole crepe nella struttura della cella possono ridurre progressivamente la produzione di energia, accorciare la vita utile del sistema e persino aumentare il rischio di incendi. Per EPC (Engineering, Procurement and Construction), installatori e proprietari di impianti, le fratture nascoste rappresentano quindi una criticità sia tecnica che economica.

Microfratture: i rischi invisibili

Le microfratture possono formarsi in diverse fasi: durante la produzione, il trasporto, l’installazione e nel corso del funzionamento a lungo termine sotto sollecitazioni meccaniche. I loro effetti possono essere gravi:

  • Perdita di potenza: le fratture interrompono il flusso di corrente, riducendo la produzione.
  • Correnti di dispersione: i residui di silicio ai margini della frattura possono innescare cortocircuiti locali.
  • Rottura della cella: le aree indebolite sono più vulnerabili a sollecitazioni esterne, con conseguente formazione di crepe visibili o guasti in circuito aperto.
  • Hot-spot e rischio di incendio: le zone danneggiate si surriscaldano in modo non uniforme, accelerando l’invecchiamento del modulo e aumentando i rischi per la sicurezza.

Nessuna tecnologia fotovoltaica è completamente immune, ma alcune soluzioni progettuali risultano più soggette a fratturazioni rispetto ad altre.

Perché i moduli TOPCon sono esposti a maggiori rischi

La tecnologia TOPCon si è affermata come standard dominante, ma il suo stesso design la rende più vulnerabile alle microfratture nascoste:

  • Wafer più sottili: per ridurre i costi, le celle TOPCon vengono spesso realizzate con wafer di silicio inferiori a 130 µm. Più il wafer è sottile, minore è la resistenza meccanica e maggiore è la probabilità di fratture durante la manipolazione o sotto sollecitazione.
  • Strati posteriori complessi: lo strato di ossido tunnel ultrasottile e quello in silicio policristallino tipici della TOPCon si dilatano e contraggono in modo diverso rispetto al wafer, generando tensioni localizzate durante i cicli termici.
  • Pasta d’argento e stress da saldatura: la metallizzazione tradizionale a base di argento e le connessioni di tipo “Z” concentrano lo stress meccanico ai bordi della cella. In combinazione con le alte temperature di saldatura, ciò aumenta la probabilità di fratture.
  • Minore capacità di assorbire le sollecitazioni: rispetto ai design con vetri più spessi o sistemi avanzati di interconnessione, i moduli TOPCon standard sono meno efficaci nel dissipare carichi meccanici come pressione del vento o impatto della grandine.

In sintesi, la ricerca della massima efficienza ha imposto compromessi costruttivi che possono influire sulla durabilità dei moduli.

Tecnologia ABC N-Type: un approccio innovativo

Non tutte le tecnologie ad alta efficienza presentano gli stessi compromessi. L’innovativa architettura dei moduli AIKO ABC N-Type affronta il problema delle microfratture alla radice grazie a queste caratteristiche:

  • Interconnessione robusta in rame: sostituisce la pasta d’argento, evitando giunzioni fragili e riducendo i punti di stress.
  • Resistenza meccanica ottimizzata: garantisce una maggiore capacità portante, preservando l’integrità durante il trasporto, l’installazione e i decenni successivi di esercizio.
  • Miglior coefficiente di temperatura: limita lo stress termico, assicurando una produzione costante anche nei climi più caldi.

Per EPC e proprietari di impianti, questo si traduce in un minor rischio di microfratture nascoste, maggiore stabilità della produzione a lungo termine e un ritorno sugli investimenti più affidabile.

Con l’espansione del settore fotovoltaico, la durabilità sta diventando un fattore importante quanto la ricerca della massima efficienza. Le tecnologie capaci di minimizzare i rischi di microfratture definiranno quali progetti riusciranno realmente a mantenere i rendimenti promessi nel tempo. L’industria ha ormai dimostrato che non tutti i moduli ad alta efficienza si comportano allo stesso modo nelle condizioni reali.

Rivedendo la struttura delle celle e le modalità di interconnessione, la tecnologia ABC dimostra che è possibile combinare alta efficienza e affidabilità a lungo termine, un elemento chiave che la transizione fotovoltaica non può ignorare.

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